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CHIRURGIA OCULOPLASTICA

LAGOFTALMO



Il lagoftalmo consiste nell'impossibilità di chiusura delle palpebre, che può essere determinata da:
1) una lesione periferica faciale con conseguente paralisi orbicolare;
2) da un eventuale forma cicatriziale derivante da un processo distruttivo;
3) da una forma particolare di esoftalmo in cui la protusione del bulbo è tale da impedire la chiusura delle palpebre.
Nel caso di lagoftalmo paralitico l'alterazione anatomica è un segno tipico delle paralisi periferiche del faciale. La rima palpebrale rimane più ampia del normale impedendo all'occhio di chiudersi normalmente. La palpebra superiore è funzionante essendo sottoposta all'azione dell'elevatore della palpebra, mentre quella inferiore, paralizzata, non coopera più al movimento di chiusura. A causa di ciò, anche le lacrime si accumulano nel lago lacrimale. Il paziente che tenti di chiudere l'occhio porta il bulbo oculare in alto e all'esterno mentre rimane visibile solo la sclera, a livello della rima palpebrale. Il lagoftalmo ha tra le sue conseguenze peggiori la cheratite: la cornea rimanendo scoperta nella sua porzione inferiore, non è più sufficientemente umettata e, seccandosi, può permettere l'insorgere di ulcere infettabili.



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